GIUSEPPE MASCITTI

E L'ARTE DEL PNEUMATICO

"Da anni sono un amante dell'arte contemporanea e ho sempre seguito i movimenti artistici che interessavano la nostra città. Sensibile a questo mondo, ho sempre pensato a come contribuire, attraverso il mio lavoro, completamente decontestualizzato dall'arte, ad un progetto creativo.

Con il contributo di Luca Di Francescantonio, graphic designer e curatore del brand Mascitti, ho portato avanti questo discorso creativo, che si è poi identificato nel Mascitti Creative Contest, ovvero creare oggetti di design e opere d'arte attraverso i miei pnumatici.

Luca ha confezionato questa mia idea, dando lustro soprattutto alla mia officina, che da semplice laboratorio di auto diventa un laboratorio d'arte a servizio di artisti.

è stata una grande esperienza umana avere nella mia officina gli artisti selezionati per il Contest, ho potuto vivere e sentire le loro emozioni e condividere le nostre idee in merito all'importanza del pneumatico al servizio della creatività.

La scelta del pneumatico è indicativa per sensibilizzarci tutti verso questo materiale, da sempre sottovalutato.

Il Mascitti Creative Contest è in collaborazione anche con Enviconcept del Gruppo Maio, il quale si sta promuovendo come movimento culturale attento alle tematiche di creatività e ambiente come fonte di ispirazione, diventando partner ideale per l'iniziativa."

Giuseppe Mascitti

NICOLA ANTONELLI

LA MANO DI DIO

"Sono nato a Lanciano il 2 Giugno del 1975 e nel 2009 ho conseguito la Laurea in Belle Arti presso l'Accademia di L'Aquila.

Semplicemente spogliando l'oggetto dal suo valore funzionale e trasformandolo in qualcosa di diverso. Proprio come fanno i miei cani che vedono nel pneumatico un gioco divertente, indipendentemente dal fatto che esso sia nuovo o usato. Il riutilizzo è un fenomeno che investe direttamente il processo creativo. Allo stesso modo in cui la natura compie il suo corso infinito trasformandosi continuamente, la creatività scopre il riciclo della materia estranea ai processi di trasformazione naturale. In sostanza l'artista riutilizza ciò che viene scartato dando vita a qualcosa di nuovo, così come il paguro riutilizza le conchiglie vuote.

Io non so se il mio "prodotto artistico" sia vendibile o meno, conosco però i motivi che mi hanno portato alla sua realizzazione. "La mano di Dio", offre una riflessione sull'incomunicabilità tra l'aspetto materiale e quello spirituale, attraverso il paradosso e l'ironia; una creatura fantastica, generatasi dal copertone, feticcio dell'era industriale che, con la propria presenza materica, rimanda e giustifica per opposizione, ad una'entità incorporea "materia", quest'ultima, di fede."

BLOW UP STUDIO

TAP-PFU

"Blow Up Studio è giovane. Nasce a Pescara nel 2008 e da allora si occupa di creatività a 360 gradi, dal product e graphic design alla fotografia. L'approccio al progetto è guidato dal raggiungimento di un risultato efficace attraverso una ricerca analitica, dall'attenzione per tecniche e materiali alternativi e appropriati, con la predilezione per la sostenibilità. Blow Up Studio offre consulenza a piccole e grandi aziende sul territorio nazionale e internazionale oltre a sviluppare una propria serie di idee e progetti.

Noi di Blow Up Studio pensiamo che non ci sia nulla che possa sottrarsi al processo creativo, tanto più se ci rendiamo conto di vivere in un mondo che ha risorse finite ed è pesantemente inquinato. Quando siamo stati invitati al contest non abbiamo esitato un attimo nel prendere la decisione di parteciparvi proprio perché riteniamo che oggi la creatività deve essere posta al servizio di queste tematiche. Il nostro non è propriamente un prodotto artistico, forse è meglio definirlo un oggetto di design e come tale riproducibile, non in serie ma con una produzione artigianale limitata, se non addirittura on demand. Riguardo la vendibilità del prodotto questo solo il mercato potrà dirlo, ma vista l'aumentata sensibilità delle persone sui temi ambientali, siamo fiduciosi!."

DANIELE BROTTO

TIRE-SIT

Daniele Brotto, nato a Venezia il 10/04/1987. Nel 2006 diventa perito in elettronica e telecomunicazioni. Nel 2010 conferisce la laurea in Disegno Industriale alla facoltà di Design e Arti dello IUAV di Venezia.

Lavora in uno Studio di Interior Design con alle spalle varie collaborazioni in allestimenti per fiere, negozi e showroom.

"La ruota, la prima invenzione della storia, mutata nel corso dei secoli solo per le prestazioni e non per la sua forma base.Al pneumatico, dopo averlo acquistato chiediamo aderenza, massimo controllo in ogni condizione atmosferica e su ogni tipo di suolo. E senza mai affezionarci, alla fine della sua vita lo sostituiamo con uno nuovo, dimenticandoci di tutta la strada percorsa grazie a lui. Ma qual è la vera fine della vita di un pneumatico? Può essere considerato solamente uno dei classici oggetti "usa e getta"? In un pneumatico usato non vedo solo un ammasso di gomma vulcanizzata senza più uno scopo. Vedo una forma, un cilindro. Da tagliare, saldare per prendere mille altre forme e funzioni. Inoltre, quale può essere la vendibilità del vostro prodotto artistico sul mercato? Tire-sit associa la robustezza e la rudezza del pneumatico alla comodità di un puff. Collocobile in un moderno bar o locale estivo, assicurerà una distinzione delle sedute. In un ambiente privato, in un salotto sarà l'oggetto principale della stanza dando un tocco un po' thrash. Formato da due pneumatici, uno intero e uno tagliato e da due semplici elementi di tappezzeria è facile da realizzare con costi di produzione e al pubblico accessibili."

FRANCESCO COLOZZO & CLAUDIO CAROZZA

MAMMUTH

"Il Collettivo "Mammuth" si occupa di scultura, pittura, musica, video, elettronica e installazioni. Siamo artisti legati principalmente dall'amore per la natura, creiamo le nostre opere prediligendo l'utilizzo di materiali di recupero, spaziando da materiali riciclati sulle spiagge come legno, latta, gomma ecc a materiali elettronici recuperati ovunque, ripristinati ed esibiti secondo i nostri più rispettosi concetti verso il mondo che ci circonda.

Il pneumatico lo intendiamo come un vero simbolo dell'evoluzione umana che cambia nel tempo ma mantenendo una delle primordiali forme creatività dell'uomo, ossia la ruota. Purtroppo lo si incontra, molto spesso, in luoghi che andrebbero protetti come quelli pieni di vegetazione. Da qui l'idea della lumaca concepita per lanciare un messaggio mirato alla prudenza, al rispetto della natura, e all'eccessivo abuso del nostro habitat. Abbiamo voluto contrapporre alla velocità del pneumatico l'essenza naturale della calma, la lumaca.

Il nostro target non è specificatamente definito ma può essere generalmente quello degli appassionati del riciclo e del rispetto della natura. Questo ambiente è in continua crescita facendoci supporre buone prospettive."

MICHELE MONTANARO & DAVIDE CRUCIATA

PNEUMA

Pneuma, scultura in pneumatico, ferro, tessere lapidee, lampadine a led, h cm 110, 2011. Officina AlitArtes: è composta da due figure di creativi con differenti specificità uniti in una collaborazione che sostiene un progetto di valorizzazione del patrimonio di conoscenze e tecniche artistiche ed artigianali secolari al fine di ampliarne le potenzialità e applicarle nel restauro o nella creazione di oggetti di design: Davide Cruciata (1971). Dopo gli studi all'Istituto d'Arte di Cantù si diploma nel 1993 presso l'Istituto Interior Design di Milano. Dopo aver svolto il suo praticantato in alcuni studi di architettura a Bolzano e Milano, nel 1997 si trasferisce in Abruzzo dove comincia a occuparsi di restauro archeologico e architettonico. Designer, scultore e mosaicista, ha esposto in numerose mostre collettive a partire dal 2005. Vive e opera a Monteodorisio dove è presidente fra l'altro del Circolo Fermenti, ed è socio dell'associazione culturaleOpificio AlterArs. Michele Montanaro (1966) Dopo gli studi effettuati al I Liceo Artistico di Torino, si diploma nel 1992 alla Scuola per il Restauro del Mosaico di Ravenna. In seguito lavora come restauratore in Italia e all'estero. Nel 1995 è in missione di come docente di restauro del mosaico a Madaba, in Giordania, in un progetto di cooperazione del Ministero degli Affari Esteri. Approdato in Abruzzo nel 1996, si occupa tra l'altro del restauro dei mosaici delle Terme Romane e del monumento a Gabriele Rossetti di Vasto. Pittore e scultore, ha partecipato a numerose mostre, organizza e cura esposizioni collettive di pittura e scultura e pubblica alcune raccolte di poesie. è presidente dell'Opificio AlterArs che raduna artisti operanti nel territorio del vastese. Dal 2004 vive e opera a Monteodorisio.

"La nostra idea è partita dall'etimologia di pneumatico, che deriva da "pneuma"(ΠvÐúμÐ), che in greco significarespiro, soffio vitale, aria, alito creativo e che nei presocraticiindicava l'anima, il principio originario, l'arché, connesso alla vita, invisibile, immateriale ma anche materiale, come dimostra un otre vuoto nel quale soffiandovi si gonfia riempiendosi di materia. Quindici siamo ispirati al mitopelasgicoe a quello orfico della creazione: nel primo Eurinome, dea di Tutte le Cose, emersa dal Caos, dopo essersi accoppiata con Ofioneo, il gran serpente originato dal vento fecondatore del Nord, si trasforma in una colomba e depone l'Uovo Universale che, avvolto dalle spire del serpente, si schiudedando origine a tutte le cose esistenti. Nel versione orfica la dea Notte dalle ali nere, amata dal vento, depone un uovo d'argento nel grembo dell'oscurità, da cui emerge Eros il quale mette in moto l'Universo. Pneuma è poi per gli gnostici colui che, creato da Dio, si sottrae all'impero degli arconti grazie alla scintilla di luce sepolta nel suo io più profondo, mentrei pneumatici sono "coloro che possiedono lo spirito"in contrapposizione agli psichici e agli ilici (nella tripartizione della natura umana valentiniana). Così noi abbiamo inteso riprodurre quell'uovo universale che avvolto nelle spire del serpente si schiude e lascia trapelare la luce originaria della creazione, la sua anima luminosa. Noi abbiamo creduto immediatamente nel fascino emanante dalla nostra realizzazione, che oltretutto sposa appieno l'idea del riutilizzo di materiali diversi, in un ottica ecologica e sostenibile. Nel nostro prototipo oltre ai pneumatici di auto usati (nel numero di tre), abbiamo fatto uso di ferro vecchio arrugginito, coloriacrilici, tessere lapidee e di un impianto di illuminazione a led, a basso consumo. Ma l'idea permette di accostare al pneumatico anche differenti materiali, quali ad esempioil vetro (tessere vitree, smalti, ma anche pannelliricurvi di vetro a forma di vescica piscis o mandorla mistica), l'alabastro, il legno, la plastica, al fine di creare una vera e propria lampada o comunque un oggetto di artigianato artistico versatile e facilmente riproducibile in varie versioni e con diversi accostamenti di colore."

DEZIGN STUDIO

ROLLAMP

Angelo Bucci, designer freelance abruzzese, nasce a Venafro nel 1975. Si iscrive alla facoltà di Architettura presso l'università "Gabriele d'Annunzio" di Pescara, ove si laurea, e frequenta uno stage di progettazione alla Waterloo University in Canada. Nel 2000 apre, assieme al suo primo socio Fabio Contillo, il deZign Studio occupandosi di modellazione 3D, prototipazione con fresa a controllo numerico, grafica, design e consulenza sviluppo prodotto. Nel corso degli anni accumula esperienze in molteplici settori, dalla nautica alla moda, relazionandosi con diverse aziende. Si dedica anche alla formazione presso enti e strutture sia pubbliche che private, dal Politecnico di Milano alla UED-Università Europea del Design in cui, a partire dal 2009, ricopre il ruolo di Coordinatore dello Sviluppo Progetti.

Sara Armento nasce a Foggia nel 1985, ha una formazione classica ed uno spiccato interesse per tutto ciò che è creativo. Questa parte del suo carattere la porta a scegliere la Facoltà di Architettura, indirizzo composizione e progetto, ove si laurea con lode. Vincitrice di vari concorsi di grafica e di architettura, da due anni collabora con il deZign Studio, dopo aver fatto esperienza per un anno in Spagna, presso la Escuela Politecnica Superior de Alicante.

"In generale, la creatività è uno strumento universale che può essere applicato a qualsiasi materiale, in più se si considera il fatto che il riuso e l'ecodesign acquistano sempre più importanza nel settore, lo pneumatico come tanti altri materiali, ha tutto il diritto di essere elemento di progettazione e rielaborazione da parte di creativi e designer pronti a ridare vita a materiali di risulta, già usati, al fine di dargli, invece di un fine vita, una nuova vita. Il prodotto Rollamp è a tutti gli effetti un prodotto industriale di riuso, una lampada particolare, adatta a vari tipi di ambienti e con un messaggio di coscienza ecologica compreso nel prodotto stesso. Infatti, oltre la sua vendibilità, riteniamo importante il veicolare un messaggio di attenzione all'ambiente attraverso un semplice prodotto. Il design come messaggio."

MARCO MONDANI

POSITIVE/NEGATIVE

"Completati gli studi artistici, ho partecipato a diverse collettive di pittura e scultura dedicate ai giovani artisti organizzate dai comuni di Milano e Monza e dalla regione Lombardia. Ho successivamente esplorato altre forme d'arte, come la grafi ca, la moda e il design industriale. Attualmente mi occupo di grafi ca pubblicitaria in una agenzia di comunicazione. Non ho mai abbandonato completamente i miei primi amori, pittura e scultura, prima sperimentando diverse forme di astrattismo e informale, poi avvicinandomi al minimalismo, alla pop art, all'arte concettuale. Negli ultimi mesi ho incrementato l'attività artistica partecipando a diversi concorsi ed esposizioni collettive.

La creatività si sposa perfettamente con il riuso dei pneumatici. è un matrimonio riuscito. Mi piace pensare che un forte stimolo alla creatività possa venire da un'attitudine positiva ed ecologica come il riciclo, il riutilizzo. E mi piace pensare più in generale a un'arte non effi mera bensì utile e concreta. Nello specifi co, ho trovato molto stimolante lavorare sul riuso del pneumatico, un oggetto che, isolato dal suo contesto, ha una valenza estetica importante, grazie alla semplicità della sua forma, ai giochi di chiaroscuro che si formano al suo interno e al disegno del battistrada che rende la sua superfi cie una moderna incisione. Pneumatico che ho quindi utilizzato senza alterarne la forma originale cercando piuttosto di farne risaltare la bellezza e l'armonia.

Inoltre Positive/Negative nasce come installazione ‘site-specifi c' quindi, per sua natura, non è pensata per durare come opera permanente. Viene installata in un luogo particolare e deve essere smontata perchè la si possa trasportare. Questo signifi ca che non ha vendibilità nel senso tradizionale del termine e, anche in virtù delle sue dimensioni, non potrebbe essere collocata in una abitazione privata. Quindi il suo habitat naturale è uno spazio di ampie dimensioni come uno show-room, un laboratorio e naturalmente una galleria. è stata concepita per essere fi ssata a parete ma può vivere anche, come nel caso del locale nelle offi cine Mascitti, in orizzontale, appoggiata al pavimento."

EMANUELA PUCCI

COMPONI

Nata a Fabriano nella città della carta il 15 dicembre del 1989. Diplomata nel 2009 all' istituto statale d' arte "E. Mannucci", in grafica pubblicitaria e fotografia, frequenta il secondo anno dell' ISIA, università di Pescara nel corso di industrial design. Da sempre persa nel mondo dell' arte e affascinata da tutte le forme che la circondano, pronta a cogliere nuovi stimoli e mai stanca di esplorare nuovi orizzonti.

"Il concepire il mondo con una sensibilità maggiore e il distaccarsi da una visone superficiale degli oggetti visti solo con una vita che abbia un inizio e una fine, permette di poter dare liberamente un'identità sempre diversa a ciò che ci circondano. Potendo così vedere in un semplice pneumatico una nuova vita, un nuovo utilizzo una nuova forma che rappresentino la proiezione della nostra creatività.

Componi è un opera che si basa sul concetto di mobilità, punto fondamentale in un mondo che è sempre più veloce e immediato, dove spesso l'uomo si deve spostare o cambiare location. In questo caso con questa opera, l'utente si sente libero di scegliere sia come voler posizionare gli oggetti creando diverse composizioni, diventando così un oggetto che rispecchia le sue esigenze. La particolarità è nella forma semplice, che permette di creare ogni volta nuovi incastri tra i diversi pneumatici. Il tutto crea una modularità che forma una texture di pneumatici, dove il soggetto è sempre pronto a cambiare, spostare, come in un gioco, dove modificando le singole componenti, si possono creare nuove figure."

SONIA STRUKUL

HERMOSITA

Sonia Strukul nasce a Padova .Dopo gli anni del Liceo Artistico,si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Venezia,seguendo il corso di Emilio Vedova. Nel 1980 partecipa ad un laboratorio tenuto da Donato Sartori a Venezia ed a un intervento organizzato in Piazza S. Marco in occasione del Carnevale.Grazie alla formazione del gruppo "Laboratorio Ambientazione" coordinato da "Maschere e strutture Gestuali"per la direzione di Donato Sartori,il progetto è poi stato portato nei luoghi più rappresentativi delle città italiane,dal Castello .Dall' Accademia di Belle Arti di Venezia l' artista viene selezionata per diverse manifestazioni,tra queste l'Expo Arte di Bari e "Linea Diretta" a Palazzo Forti di Verona.Prosegue la sua formazione all' Ecole Nationale Supérieure des Beaux Arts,sotto la guida di Pierre Alecinski e Licata. In quegli anni cominciano le collaborazioni con Balenciaga per i tessuti,Van Cleef per i gioielli. Continua cosi il percorso artistico e le innumerevoli partecipazioni a mostre collettive e personali in Italia e all'estero.

"Io credo che in un momento storico come questo mettere la creatività al servizio di un materiale come il pneumatico ricontestualizzandolo,riconvertendolo sia molto attuale e aderente alle problematiche ambientali e di smaltimento dei rifiuti che coinvolgono l' intero pianeta e sia necessario sopratutto da parte dei "creativi" cimentarsi con materiali che esulano la pratica artistica convenzionale,è un momento di crescita,è essere dentro al contemporaneo,è essere al sevizio della collettività. Se nel secolo scorso l'arte si è sempre più allontanata dalla massa divenendo sempre più inconprensibile e eltaria,io credo che questa sia un' operazione che vada in senso opposto cercando un contatto,un dialogo anche con chi non è addentrro alle problematiche concettuali espressive dell' "arte".

Hermosita, l'opera da me presentata è stata concepita proprio tenendo conto di una possibile commercializzazione e non pensata come opera unica a sè stante,anche se mai uguale essendo un work in progress e adattandosi all' ambiente in cui viene collocata per cui le misure sono molto variabili e anche la composizione stessa.

Ciò che presento al Contest è un prototipo e sono convinta che potrebbe essere messa sul mercato in forma di kit con tutti i pezzi ben tagliati e rifiniti con gli ausili per assemblarla,corredata da disegni e indicazioni, in modo che il cliente finale sia in grado di montarla e anche aggiungere una nota creativa personale."

ZO_LOFT

URBAN_A

"Con lo stesso atteggiamento con cui in generale il concetto di creatività può sposarsi all'uso e riuso di qualsiasi materiale o prodotto. Un atteggiamento che, se da un lato appare più responsabile, dall'altro offre la possibilità di indagare su un mondo col quale dimentichiamo, spesso, di confrontarci. A chi non vi si fosse già imbattuto, consigliamo di dare un'occhiata alle immagini del fotografo americano Chris Jordan per rendersi conto della quantità di rifiuti che la nostra società riesce a produrre. Forse potrebbe bastare per iniziare a pensare di voler recuperare, almeno in parte, i così detti leavings, prodotti dismessi, casuali o di raccatto: ottimo materiale a costo zero. In realtà non si tratta davvero di materiali casuali, ma anche e soprattutto di materiali ricercati: non si usa davvero ciò che capita, ma ciò che si cerca. Nel design il riuso esiste da più di cinquant'anni anche se non con la valenza ambientale che oggi gli attribuiamo. Lo scopo era soprattutto quello di sperimentare le contaminazioni tra settori diversi. Specialisti in questo erano i fratelli Castiglioni: nelle loro mani un sedile da trattore diventava uno sgabello e un faro di automobile una piantana. Crediamo sia questo l'atteggiamento importante in operazioni di questo genere. I materiali o i prodotti, seppur di recupero, dovranno essere utilizzati come tali: selezionati e finalizzati ad una volontà; la creatività dovrà tener conto di una precisa strategia progettuale. Di tutto il ventaglio di opzioni quali sono o quale è quella che meglio si adatta alle caratteristiche del materiale o dell'oggetto che sto usando? Qualsiasi sono i vantaggi che questo materiale/oggetto può darmi? Il rispetto per l'ambiente va certamente di pari passo con la scelta del riuso, ma non è certamente l'unico aspetto di cui tener conto o il principale per definire un prodotto sostenibile. La sostenibilità è da intendersi come un processo continuo, durante il quale si tenta di coniugare tre aspetti fondamentali e inscindibili: ambientale, economico e sociale, tenendo conto delle loro reciproche interrelazioni. Il riuso creativo riesce a diventare design nel momento in cui intraprende un percorso di analisi e sintesi che è proprio delle discipline progettuali. L'espressione che ci piace di più è risemantizzare l'oggetto, in modo non banale e riproponendolo in un differente contesto funzionale. Da questo presupposto è chiaro che non si tratta solo di una messa in ordine. Alla scelta deve seguire una volontà di condurre di volta in volta gli elementi selezionati ad unitarietà e semplificazione,maniera organica, in un sapiente gioco di addizione e sottrazione.

La risposta è nel concept e nella strategia del progetto stesso. A differenza di un prodotto artistico che fa della sua unicità la sua forza, Urban/A nasce per essere un prodotto seriale e in quanto tale cerca di rispondere a tutti i requisiti richiesti dal mercato. Urban/A prevede il recupero di vecchi pneumatici, per trasformarli in casse acustiche passive e/o attive. Dopo essere stati opportunamente lavati, e eventualmente trattati con spray siliconici per attutire lo sbiadimento del tempo, all'interno dei pneumatici viene incastrata una struttura in MDF, utile per avvitare le casse. Seguendo quindi la normale procedura di realizzazione delle casse acustiche è possibile occupare l'interno della gomma con altoparlanti coassiali o subwoofer di varia potenza e qualità fino a saturarne il diametro interno. A differenza delle normali casse, la forma stessa del pneumatico agevola gli spostamenti e le usuali operazioni di carico e scarico. Inoltre la gomma stessa favorisce l'assorbimento del rumore trasmesso per vibrazione al pavimento. Lasciando sostanzialmente inalterato il pneumatico, ma sfruttandone e valorizzandone le caratteristiche peculiari, si facilitano i processi e il tempo di lavorazione, diminuendo di conseguenza il consumo energetico e abbassando notevolmente i costi di produzione, nel tentativo di avere un prodotto che possa definirsi sostenibile in tutte le accezioni che il termine può avere."