Semafori e auto intelligenti in grado di comunicare tra loro
Traffico più scorrevole uguale minori tempi di attesa (e migliore qualità della vita), minori consumi di carburante, meno smog: è l’obiettivo che spinge il Comune a potenziare i cosidetti «semafori intelligenti», impianti integrati in grado di gestire i flussi di traffico lungo gli assi viari più trafficati e favorire il passaggio dei mezzi pubblici. Come spiega l’assessore Maria Grazia Sestero (Mobilità), tra la fine del 2008 e i primi mesi del 2009 i semafori di nuova generazione raggiungeranno le 300 unità, oggi sono 150, rappresentando il 50% dei 600 impianti operativi a Torino. La «fase due», analogamente a quella scattata due anni fa, sarà varata attingendo ad un finanziamento europeo di 10 milioni utilizzato dal «Consorzio 5T» anche per altri progetti legati alla viabilità.
Il cardine della nuova tecnologia sono le spire elettromagnetiche annegate qualche centimetro sotto l’asfalto dei percorsi più congestionati. Funziona così: il filo di rame che le compone, di forma rettangolare, reagisce alla massa metallica di ogni auto generando corrente elettrica; questa viene trasmessa ad una piccola centralina, che registra la velocità media delle auto e quindi l’intensità del traffico; la centralina invia i dati al «supervisore», il cervellone del «Consorzio 5T» localizzato in piazza Carducci, che cadenzerà la durata del verde e del rosso di più semafori sullo stesso asse viario. «Il sistema dà la priorità se rileva più auto in coda nello stesso senso di marcia - spiega Sestero -. Garantita la precedenza al mezzo pubblico».
Particolare non trascurabile per migliorare la velocità commerciale del trasporto pubblico (tram e autobus) compromessa dal traffico: 17,1 km/h calcolati da Gtt nel 2007 sulla rete torinese (e nei grossi Comuni della cintura). Il dato ricalca quello del 2006, in leggera diminuzione rispetto agli anni precedenti. Come si legge nell’ottavo Rapporto Annuale su Torino, pubblicato da L’Eau Vive e dal Comitato Giorgio Rota a cura di Luca Davico, la velocità dei mezzi Gtt sulla rete urbana e suburbana è passata dai 18,3 km/h del Duemila e del 2001 ai 18,4 del 2002: 17,8 nel 2003 e nel 2004, 17,2 nel 2005, 17,1 nel 2006.
Da qui il ricorso ad una tecnologia sofisticata e ampiamente collaudata. «Un semaforo ha un ciclo di 120 secondi - ricapitola Biagio Burdizzo, direttore della Divisione Mobilità -. Di norma il verde ne dura 55. In base ai dati che la centralina rileva e gira al “supervisore” i tempi si allungano o si restringono. Il verde potrà durare 40 secondi o rallentare a 70». Conclusione: l’attesa ai semafori diminuisce. Con l’attesa diminuiscono anche le emissioni dagli scarichi delle auto incolonnate. Sono due facce della stessa medaglia che, oltre ai «semafori intelligenti», hanno spinto Torino a scommettere in maniera decisa sulle onnipresenti rotonde.
Una variazione sul tema degli impianti integrati è costituita dai sensori che, agganciati ad una trentina di semafori lungo gli snodi più trafficati, trasmettono in tempo reale anche le immagini del traffico alla centrale dei vigili urbani. Grazie a queste informazioni la polizia municipale è in grado di intervenire nelle situazioni più critiche.
Dopo il semaforo intelligente serve anche l’auto intelligente in grado di comunicare con il mezzo spartitraffico. Passiamo da Torino a Roma, dove dopo la Ford, è la Audi a provarci.
La casa automobilistica entra in una joint venture per sviluppare Travolution un sistema dotato di software che comunica in tempo reale con i semafori e con il guidatore. L’interfaccia Multi MediaIl, nuovo sistema, aiuta a ridurre consumi e tempi di attesa nelle fasi di arresto e di ripartenza. Ciò è utile anche per smaltire il traffico: Travolution è costituito da due componenti, una installata nel veicolo e una al semaforo. All’avvicinarsi al semaforo i due dispositivi comunicano fornendo al guidatore indicazioni sullo stato delle luci, su quanto tempo manca all’accendersi del verde e a quale velocità è consigliabile procedere per superare agilmente il semaforo senza doversi fermare. Il tutto attraverso un display inglobato sulla plancia di comando dell’auto.
I primi test del sistema sono stati effettuati in Germania, città-base della casa automobilistica, dove è stata installata una rete di 46 semafori intelligenti e su due veicoli è stato montata la parte hardware e quella software. Con l’evolversi del progetto, un investimento da quasi un milione e 200 mila euro, il parco auto conterà altre 20 unità, mentre i semafori intelligenti saranno in totale un centinaio.
Il progetto di per sé non è nuovo: a fine agosto era Ford ad annunciare la nascita di un sistema di incroci intelligenti utili ad incrementare la sicurezza stradale. Stando ad alcuni studi è stato dimostrato come la maggior parte degli incidenti avvenga proprio nelle intersezioni stradali. Le case automobilistiche iniziano a puntare moltissimo sui sistemi tecnologici su strada: i semafori sono solo il primo passo. Migliorando le modalità di guida è possibile risparmiare tempo, denaro e vite umane - dicono - riducendo nel contempo le emissioni di gas dannosi per l’atmosfera.
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