Antropologia di marketing – Da “Comportamento d’Acquisto e Comunicazione Strategica”
16 Ottobre 2008 Scorrazzando in rete alla ricerca di argomenti rilevanti per il nostro portale, mi sono imbattuta nell’analisi di un testo che affronta una sfera interessante del marketing, ovvero gli studi antropologici. Ci si interroga su come agisce l’essere umano che compra, i comportamenti d’acquisto che possiamo notare, nonché le motivazioni, e soprattutto come e quando nasce il bisogno di fare spesa e le forze latenti. Diceva bene chi suggeriva che ad ogni azione corrisponde una reazione. In questo caso lo scopo del testo è indagare ancor prima dei comportamenti e delle risposte, le domande alla base che spingono a tale reazione, in grado di costruire un approccio comunicativo realmente efficace. E’ necessario pertanto muoversi in due step: (1)
fare un’analisi approfondita del comportamento umano d’acquisto (2) creare strategie comunicazionali adatte
I temi principali dell’antropologia di Marketing:
- l’analisi dei comportamenti di acquisto: capire il comportamento dell’essere umano connesso ai consumi personali e agli acquisti aziendali (antropologia del buyer); esaminare come sceglie il cliente, che tipi di acquisti esistono, quali influenze esercitano i gruppi sulle scelte individuali, e altre domande connesse (antropologia di marketing, psicologia dei comportamenti di consumo individuale e aziendale);
- le strategie di comunicazione aziendale olistica centrata sul cliente (comunicazione esperienziale), in particolare (a) gli approcci olistici alla comunicazione, (b) la realizzazione di azioni di comunicazione olistica basate su diagnosi di qualità comunicativa, (c) la strategia dei canali comunicativi, (d) il marketing semantico per la creazione di benefits percepibili.
Le principali competenze di marketing aziendale connesse alla cultura sono collocabili su tre livelli:
- il marketing antropologico o intra-culturale si occupa di analizzare cosa accade all’interno di una specifica cultura, quali barriere o scudi culturali (cultural shields) esistono, come questi si frappongono all’adozione di un comportamento, quali filtri culturali (frames culturali) e regole non scritte agiscono in background nel condizionare il cliente, il suo comportamento, le sue valutazioni;
- il marketing cross-culturale si occupa delle “differenze tra culture”, le diversità nei comportamenti, reazioni, modalità di valutazione e di pensiero;
- il marketing inter-culturale si occupa di cosa accade nel momento di contatto tra culture diverse e di come comunicare o far passare il messaggio attraverso le barriere culturali.
esempio:
Un’azienda farmaceutica interessata ad applicare il marketing antropologico per test di gravidanza nel Far-East, dovrà applicare il concetto ponendosi delle domande, cui cercare in seguito risposte:
Livello intra-culturale: cosa accade se proponiamo un test di gravidanza in India? Quali reazioni avremo? Cosa significa per un’adolescente indiana recarsi presso una farmacia per acquistare un test di gravidanza? É un reato culturale o un comportamento innocuo? Incontrerà barriere comportamentali? É un comportamento accettabile presso la propria famiglia o da nascondere? Come reagiranno gli amici o parenti?
Livello cross-culturale: che differenze esistono nei comportamenti e nei valori associati alla gravidanza tra India e Cina? Cosa è accettabile in un paese, mentre non lo è nell’altro? Che diversi gradi di libertà comportamentale e pressione sociale esistono tra India e Cina? Che diversità di ostacoli incontreremo nel proporre il prodotto?
Livello interculturale: quale messaggio produrre per trasmettere il benefit attraverso la cultura del paese/popolo/gruppo target? Quali errori di comunicazione dobbiamo evitare? Quali sono le trappole e “gaffes culturali” più critiche? Come testare il messaggio sul campo, nelle diverse realtà?
Nei mercati globali occorre comprendere:
- la reazione ai prodotti cui il mercato o cliente associa valenze valoriali e culturali;
- la reazione ai messaggi pubblicitari pensati per culture diverse;
- gli stili di comunicazione interpersonale e le differenze nei modi di comunicare;
- le tecniche e modalità di negoziazione o trattativa, e come variano tra culture;
- le modalità di inserimento nelle culture diverse, l’accettazione e adattamento delle aziende e dei manager che vi operano a contatto quotidiano.
Bibliografia: “Comportamento d’Acquisto e Comunicazione Strategica -Dall’analisi del Consumer Behavior alla progettazione comunicativa” Daniele Trevisani (FrancoAngeli Editore) Psicologia di Marketing e Comunicazione” Daniele Trevisani (FrancoAngeli Editore)


Inauguriamo con questo primo articolo un excursus sulle varie sfaccettature del marketing, partiamo dalle nuove attività derivanti dall’analisi del web marketing, nelle sue parti più viscerali. Si tratta di due nuovi impieghi scaturiti dall’incessante avanzamento di Google, strettamente legati alla promozione di siti internet sui motori di ricerca, azione che andrebbe portata a compimento dopo la pubblicazione degli stessi.
un sito internet sui motori di ricerca, si devono valutare, quotidianamente e per un periodo costante di tempo, i ritorni delle singole azioni con appositi strumenti di web analysis. Il SEM Specialist (o specialista SEM, o consulente SEM in italiano) si occupa del posizionamento “off-site”, mirando sugli elementi esterni al sito ma che su di esso hanno un effetto diretto; si occupa altresi’ di pianificare e gestire campagne Pay per Click, di incrementare la link popularity attuando strategie di link building e, come detto, di valutare i ritorni delle azioni intraprese tramite appositi strumenti di analisi.

La Gran Bretagna sta facendo progressi nel campo del riciclaggio degli oggetti più comuni. Ma cosa succede ai prodotti che non rientrano nei normali paini di raccolta differenziata? Se da un lato i programmi di raccolta porta a porta aiutano a semplificare e uniformare la separazione dei rifiuti, dall’altro, molti oggetti restano fuori dai cassonetti della differenziata.
Smaltimento delle videocassette
farlo. Siamo abituati a trattare il cotone come un prodotti economico e di poco valore, eppure basta considerare il suo impatto ambientale e sociale, per capire che è vero il contrario. Non è ancora possibile recuperare e rigenerare le fibre su larga scala. Ma ci sono società, come Lm Barry (lmb.co.uk), che ritirano e riciclano ogni tipo di prodotto tessile. Gran parte delle lenzuola e degli asciugamani è tagliata a brandelli e striscioline e usata per fabbricare strofinacci industriali per i pavimenti. Una fine un po’ ingloriosa, direte, ma è pur sempre meglio della discarica dove finiscono i prodotti tessili che non vengono riciclati.



I rifiuti costituiscono un vero e proprio mondo, complesso e simmetrico a quello delle merci: un mondo che, dietro lo specchio in cui la civiltà dei consumi ama riflettersi e prendere coscienza di sé, ci restituisce la natura più vera dei prodotti che popolano la nostra vita quotidiana .


Per la serie: le idee che non muoiono mai! Dal lontano 2006 con furore.